PSICOFARMACI, ASPETTI AFFETTIVI E SIMBOLICI NELLA PRESCRIZIONE

PSICOLOGO ROMA PSICOFARMACIPSICOFARMACI, ASPETTI AFFETTIVI E SIMBOLICI NELLA PRESCRIZIONE

(Il cuore delle cose si conosce attraverso un giudizio emozionale oltre che razionale

Antonello Correale, congresso Bergamo 2007, Aspetti affettivi e simbolici della prescrizione psicofarmacologica

Il farmaco è un input nell’organismo che come ogni altro input può comportare ogni tipo di effetto. Se la psicofarmacologia studia l’effetto degli psicofarmaci sul comportamento, vi è una disciplina che studia il gioco delle componenti affettive e simboliche, oltre che medico-biologiche nella prescrizione degli psicofarmaci? E questo come incide ai fini dell’esito positivo di una cura?

Jung fu il primo all’intemo dell’ottica psicoanalitica ad esprimersi con la sua “funzione trascendente” nella direzione di valorizzare, preventivamente ad un trattamento, l’energia negativa alla base di un disturbo per eliminare nella persona il ridotto adattamento, attraverso la prescrizione del “disegnare” il sintomo. Svalutare, cioè l’energia negativa con soli argomenti razionali non aiuterebbe dunque a far progredire rispetto a un disturbo.

Attualmente la cura un paziente, per quanto carente probabilmente di una attenzione proceduralmente standardizzata, che guardi ai singoli aspetti aderenti ad ogni singolo individuo, è oramai sempre più incentrata

su un modello di intervento teorico e pratico, caratterizzato da una vera integrazione degli aspetti biologici, medici e in parte psicosociali.

È interessante il seguente schema proposto da Ernest Rossi, che vuole visualizzare quanto siano concatenate e condizionanti tutte le componenti suddette, al fine di determinare un comportamento. Tal autore approfondisce i suoi studi occupandosi della guarigione psicobiologica, dell’effetto placebo e della psicoterapia.

 

Immaginazione

 

Emozioni

 

Consapevolezza

Percezioni

 

Identità

 

Comportamento

 

Secondo invece un’ottica sistemica, o meglio appartenente alla terapia relazionale, si può riscontrare che vi è un largo uso della tecnica delle prescrizioni paradossali, prescrizioni del sintomo, compiti e connotazione positiva degli eventi.

Pensiamo ancora alla teoria del doppio legame. Greenberg (1973), in un suo articolo diceva del: “potere del pensiero negativo”. In diverse sue pubblicazioni fa notare che la prescrizione paradossale stimola la produzione nella persona di un maggior numero di elementi irrazionali che promuovono la guarigione.

Insomma quantificazione e prescrizione si configurerebbero come dei metodi che stimolano la ristrutturazione terapeutica, attingendo all’inconscio.

 

BIBLIOGRAFIA

“La psicologia della guarigione psicofisica”, Astrolabio, 1996

“Analisi dei sogni”, (1929)

“Tecnica dell’antiaspettativa in psicoterapia” (1973)

Dibattito Congresso Bergamo 2007 “Aspetti affettivi e simbolici nel trattamento psicofarmacologico

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